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CORRI CHE TI PASSA. Se devi ripartire, fallo correndo di Federico Mancin

Copertina libro Corri che ti passa

“Se hai un corpo, sei un atleta” (celebre frase di Bill Bowerman, co-founder Nike)

La discesa all’inferno. Stress, depressione, ansia. I demoni che si nascondono nella mente e che possono portare alla disperazione. E poi la rinascita grazie al consiglio di un medico: vada a correre! Ed eccola la rinascita, fatta di piccole corse che diventano sempre più lunghe, di ritorni a casa con le gambe a pezzi e il sorriso stampato in faccia. Perchè la corsa è una medicina potentissima e solo chi l’ha provata può capire cosa le endorfine siano in grado di fare nel nostro corpo. Bel libro, molto coraggioso l’autore a raccontare quello che ancora oggi è un tabù. Chissà perchè non abbiamo problemi a parlare di un problema di salute, ma quando la salute diventa mentale si cerca di nasconderla.

Bel libro, che parla di una rinascita e che può fornire ottimi spunti di riflessione anche a chi quell’inferno non l’ha mai provato.

Ecco qualche estratto dal libro:

“Mentre corri entri in uno spazio che appartiene solo a te e ogni volta pensi a qualcosa di diverso, pensi a ciò che ti è successo di recente, alle situazioni che stai vivendo; in quel momento trovi soluzioni alle quali non avresti mai pensato. Ci sono risorse dentro di te che impari a tirare fuori solo quando la fatica ti mette alle corde.”

“Solo con i tuoi pensieri, i tuoi affanni, i tuoi perchè. Pensi a tutto e allo stesso tempo non pensi a nulla, se non a mettere un passo in fila all’altro e avvicinarsi pian piano al traguardo. Ogni tua preoccupazione diventa una pietra sulla quale costruire le fondamenta dell’impresa che stai compiendo.”

“la corsa diventa maestra di vita, evidenzia l’importanza di comprendere che controlliamo soltanto una minima percentuale di quello che succede, e che siamo ossessionati dai dettagli sbagliati. Passiamo le giornate a preoccuparci di cose che non succederanno e non ci godiamo quelle che succedono davvero. Diamo tutto per scontato, per poi pentircene amaramente nei rari momenti in cui, in trance agonistica, abbiamo il privilegio di poter osservare la nostra vita dall’esterno. E ci vediamo piccoli in questo formicaio. Piccoli come lo sono io ora, a quattro chilometri dal traguardo, guardando in faccia i miei limiti e provando a spingerli un po’più in là.”

Asfalto o sterrato, alba o tramonto, mare, pianura o montagna. La strada è lì che ti aspetta, pronta a farsi percorrere e a darti quella cosa che tutti noi rincorriamo senza sosta: la libertà. Ciò che la corsa è in grado di darti, al di là delle gare, dei pettorali, dei tempi da registrare, è proprio questo: ti rende libero. Libero dai mostri, dai fantasmi, dal tempo che passa troppo in fretta, dalla società che ti osserva giudicante, che misura le tue mosse. Libero dai ricordi che fanno male, e da quelli che fanno talmente bene da fare ugualmente male. Libero dal peso della tua coscienza quando sei troppo esigente con te stesso e non sai concederti tregua. Non resta che fare un bel respiro, decidere la direzione da prendere e non aver paura di fare fatica.”


Se sei interessato al libro o vuoi leggere altre recensioni clicca qui: Corri che ti passa

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