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Lavoro & DISTRAZIONI.

Notifiche, donna manager stressata, uomo manager stressato

La crescita personale è una disciplina che punta a migliorare la propria persona. Non è un qualcosa che si raggiunge davvero mai, migliorarsi è spesso molto difficile ed è un lavoro infinito, è un vero e proprio percorso che una volta iniziato dovrebbe accompagnarci per tutta la vita, finalizzato a migliorare noi stessi, ma soprattutto a vivere meglio e, di conseguenza, finalizzato ad essere più felici.

Ed io con la crescita personale scopro un mondo.

Scopro che non va bene come mi alimento. Scopro che sto vivendo tante giornate tutte uguali a cui non sto più dando il giusto valore. Scopro che non sto mai vivendo nel “qui ed ora”, ma sempre in un altro momento. Scopro che sto procrastinando tantissimo. Scopro che il modo in cui lavoro è sbagliato. Scopro che esiste una cosa che si chiama Deep Work, che non è una cosa poi così strana, è qualcosa che le continue distrazioni del mondo di oggi ci portano a non riuscire più ad applicare, forse era semplicemente come si lavorava una volta, ma oggi non si può più fare, o meglio si può fare, ma a fronte di uno sforzo enorme. Scopro addirittura che non va bene come faccio la doccia. Scopro che la mia mente è sempre troppo rumorosa, troppo attiva.

Ma soprattutto scopro che perdo troppo tempo. Al telefono, con le mail, con i messaggi Whats App, con mille altre divagazioni.

Mi rendo conto di quante distrazioni quotidiane io abbia. Di quanti continui messaggi Whats App arrivino, magari anche lavorativi, ma sono continui, le mail, continue, le telefonate, continue e sono tutte richieste della tua attenzione su cose che ti distolgono dalla concentrazione su cosa stavi facendo. Devi rispondere al messaggio perché altrimenti il cliente si arrabbia. Devi rispondere alla telefonata, perché se non rispondi subito qualcuno se la prende con te. In cantiere hanno bisogno di te. Se succede qualcosa è colpa tua. E se qualcuno si è fatto male? Già vedi gli scenari dove si aprono le patrie galere con tua mamma che viene a portarti le arance per alleviarti la lunga detenzione… Hai ruoli di grande responsabilità, sei quella che va nei casini se capita qualcosa, vuoi non rispondere???

Incredibile quanto stress riesca a generare una telefonata non risposta condita da pressioni lavorative piuttosto grandi e da una mente che inizia a fantasticare sui peggiori scenari possibili…

E quindi tu passi tutta la tua giornata a rispondere agli altri.

A seguire le necessità degli altri.

E poi alla fine, alla sera, quando ormai è buio, magari anche dopo cena o a notte fonda, ti metti a fare il tuo lavoro. Perché se non lo fai lo stesso cliente che prima ti ha tenuto al telefono per due ore si incazza di brutto con te e ti fa un culo così. E quindi tu lavori di nuovo. Lavori, lavori e non ne esci mai. Lasci le cose importanti per te, quelle cose che ti creano il famoso 80-20 (a breve ci farò un articolo), quelle le lasci per ultime, l’importante è che il cliente non si arrabbi, l’importante è che tutti vedano che tu sei super-efficiente, ma alla fine non lo sei, sei solo una facciata, perché sei fagocitato in un mondo che è diventato ormai insensato.

E allora inizio a tagliare tutto quello che mi può dar fastidio, tutto quello che non mi serve in una sorta di decluttering del tempo rubato. Marie Kondo potrebbe essere fiera di me!

Ed ecco che tolgo dal cellulare Facebook, tolgo dal cellulare le notizie automatiche, Instagram… mi tolgo dai gruppi su Telegram e da alcuni gruppi su Whats App. Sono tutte distrazioni che mi rubano la concentrazione e mi rubano il tempo. Soprattutto Facebook nel mio caso. Scrolli, scrolli e tra un click e l’altro senza rendertene conto perdi ore ed ore di tempo dietro uno schermo luminoso a riempirti di dopamina creandoti, senza nemmeno rendertene conto una piccola dipendenza (magari nemmeno troppo piccola in realtà).

Decido addirittura di leggere meno notizie, anche queste sono troppo invasive e continue.

Ora sono io che decido quando il mondo esterno può entrare nel mio mondo. Se voglio sapere come sta andando il conflitto in Ucraina, non deve essere il conflitto a venire da me perché ho preso in mano il cellulare e non ho saputo resistere dallo scrollare sulle notizie, no. Deve essere una cosa intenzionale dove, in un momento ben definito della giornata, se proprio voglio informarmi, vado a cercarmi quello che mi interessa e basta. Vado a leggermi la notizia che voglio io, per un tempo che voglio io.

E, cosa difficilissima, non rispondo più al telefono a qualunque ora. Mi prendo un’ora o due per richiamare chi mi ha cercata e un’ora circa per rispondere ai messaggi e alle mail: se sto lavorando a qualcosa che mi richiede concentrazione spengo il cellulare.

Facendo così rendo di più, ho più concentrazione e concentro le cose da fare in momenti ben precisi aumentando così la mia produttività.

Ed ecco che tutto questo insieme mi porta a liberare tante piccole (o nemmeno troppo piccole) slot di tempo: le ore che ho liberato le dedico al mio benessere. Alla corsa, al tempo con la famiglia, a leggere libri. Non sono tantissime, ma iniziano a fare la differenza.

E pian pianino aggiungo dell’altro, piccole cose che migliorano la mia vita e il mio umore: ho deciso che il lunedì mattina come prima cosa per aprire la settimana mi alleno. Proprio il contrario di cosa facevo, il lunedì era la giornata caotica con tutto da fare. No. Ora l’ho rallentato. Vado a correre, doccia e poi vado in ufficio cercando di non avere appuntamenti in modo da poter pianificare al meglio la settimana. Ho deciso che devo imparare a dire di no. Non si può sempre dire di sì a scadenze impossibili, bisogna trovare il coraggio di dire di no, di dare tempistiche sostenibili. Temevo che questa cosa portasse al rischio di perdere clienti e invece non succede. Nessuno se ne va e io mi rilasso un pochino, sento meno pressione, sono più contenta.

Questo insieme di cose mi porta a lavorare meglio.

Lavorare meglio mi porta a rendere di più.

Rendere di più mi libera tempo.

Tempo libero mi porta meno stress e mi porta a riuscire a fare di nuovo sport.

Fare sport mi toglie stress.

Con meno stress sono più serena e lavoro meglio.

Ed ecco il magico circolo virtuoso che si innesca….


LINK:

MINI GUIDA ALLA PRODUTTIVITA’ PER ARTICOLI: CLICCA QUI PER IL CAP.1

Una bella recensione con appunti su libro di Cal Newport, Deep Work: https://www.cocooa.com/deep-work

“Dopamina e ricompense: come uno smartphone hackera il nostro cervello” un articolo sugli effetti dei social e su come ci rendono dipendenti: https://www.wired.it/attualita/tech/2020/09/24/social-dilemma-dopamina-effetto-smartphone-cervello/

LIBRI CONSIGLIATI:

1 commento su “Lavoro & DISTRAZIONI.”

  1. Questo approccio punta alla serotonina e sul trovare un ritmo in ciascuna giornata!
    È vero che troppo spesso ci si trascina… E questo porta rimandare le “cose” in cui invece ci ri-troviamo!

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